In cinque serie, o meglio quattro e mezzo visto che la seconda parte della quinta serie apparirà sui nostri teleschermi esattamente tra una settimana, il nutrito gruppo di sopravvissuti all'epidemia che ha invaso il mondo di The walking dead non ha fatto molta strada.
Ma allora che cos'è che ha fatto appassionare milioni di telespettatori in America e altrettanti nel resto del mondo e anche in Italia?
Che cosa ci attira tanto delle avventure che hanno per protagonisti Rick, Daryl, Carol, Glen, Meggie, Carl, la piccola Judith e tutti gli altri protagonisti della serie tv?
Davvero è solo il modo fantasioso con cui "uccidono" zombie staccandogli la testa a suon di spada o machete o sparando loro alle tempie?
Io dico di no.
Ciò che in questa serie riguarda l'epidemia e gli zombie passa in secondo piano di fronte alle mille difficoltà personali che i protagonisti della seguitissima serie tv devono affrontare mentre cercano di restare in vita e scappare da un destino atroce che sembra essere appollaiato dietro ogni porta o finestra e che non minaccia di arrivare solo per un morso dato da uno zombie ma anche morendo in qualsiasi altro modo.
Ognuno dei personaggi principali della serie affronta una o più disgrazie nel corso delle puntate, ognuno dei superstiti fino ad ora ha perso una persona cara: moglie, compagno, compagna, sorella, fratello, padre, marito, figlia, amico.
Ognuno di loro ha affrontato il lutto in maniera diversa ma solo uno fino ad ora ha rischiato seriamente di perdere il senno e sto parlando di Rick.
La morte di Laurie ha portato Rick in uno stato che più di una volta ha spaventato i suoi compagni di avventura ma non ha perso il carisma e l'autorità che lo ha portato fin da subito a diventare il leader di questo nutrito gruppo.
Chi nella propria vita personale non ha dovuto affrontare una perdita o un evento negativo? Tutti.
Proprio questo ci permette di immedesimarci subito in uno dei tanti personaggi che prendono parte della storia e questo è ciò che consacra il successo della serie tv e dei suoi protagonisti.
La situazione di "fine del mondo" porta ognuno di loro a mettere a nudo i propri sentimenti ma non solo, anche il proprio essere, esce in ognuno di loro qualcosa che hanno tenuto nascosto fino ad ora.
Scopriamo che chi si presentava come un duro alla fine ha un cuore grande ed è il più altruista di tutti, chi ha fatto credere di essere forte ha le sue debolezze e chi ha sempre vissuto da sottomessa può diventare una spietata assassina.
In sintesi questi personaggi rispecchiano le persone normali, le persone che potremmo incontrare in un giorno qualunque o le persone che noi stessi possiamo essere o diventare in momenti difficili.
Ognuno di noi può tirare fuori la forza, può dimostrarsi altruista o può imparare ad amare anche nelle condizioni più avverse.
E la nascita della piccola Judith in un momento così di disperazione è il segnale di speranza che arriva a tutti i personaggi della serie ma è nello stesso tempo il segnale che ognuno di noi può attendere nella propria vita. Il segnale che alle volte chiediamo a chi sta più in alto di noi per continuare ad avere fiducia ed essere forti di fronte alle difficoltà della vita.
Per concludere, The walking dead non è solamente una serie tv horror in cui un gruppo di disperati ammazza zombie per sopravvivere ma è una metafora della vita, della nostra vita, e ci sta dicendo di tenere duro e non lasciarci abbattere mai perchè, come dice Bob a Rick: "Questa non è la realtà, questo è un incubo e gli incubi finiscono".

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